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mercoledì 7 aprile 2010

DOMANI 8 APRILE INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA “VISIONI DALLE TERRE FORTI”


Finalmente, dopo aver fatto da scenografia all'applaudito recital "Made in Librino" (tutto esaurito nella "tre giorni" dello scorso febbraio e repliche in programma per il prossimo autunno), si inaugura al pubblico la mostra fotografica "Visioni dalle Terre Forti" di Roman Henry Clarke. Partendo dalla propria esperienza di giornalista, l'autore siculobritannico ha composto un "percorso in suggestioni" attraverso quelle "terre forti" che oggi prendono il nome di Librino e San Giorgio.

Organizzata dalle associazioni "Terre Forti", "Akkuaria" e "Artists & Creatives" rispettivamente guidate da Alfio Guzzetta, Vera Ambra e Giorgio Russello, la mostra si inserisce nella nuova tappa delle attività collaterali al primo "Premio Nazionale Emilio Greco" organizzato da "Artists & Creatives".

L'appuntamento, denominato "Da Librino a San Giovanni Galermo: due Quartieri, una Città", oltre alla mostra fotografica prevede dall'8 al 13 aprile un laboratorio creativo e due conferenze. Tutti i dettagli su www.premioemiliogreco.it

L'inaugurazione di "Visioni dalle Terre Forti" avrà luogo domani, 8 aprile 2010, alle ore 16 presso la Biblioteca "G.Montana" sita in via Galermo 254 a Catania. Ingresso libero.

Nei giorni successivi rimarrà visitabile entro i normali orari di apertura della biblioteca.

In calce si riporta una scheda esplicativa su mostra, autore ed associazione.




LA MOSTRA: 99 immagini racchiuse in 11 grandi pannelli, un percorso fra Librino e San Giorgio in quelle "Terre Forti" d'antica memoria che riservano suggestioni che parlano da sole. Mischiando tecniche, giocando con la luce, gettando lo sguardo laddove la frenesia quotidiana non ci permette di soffermarci a contemplare la semplicità del bello o la complessità geometrica, la spontaneità della natura e la misuratezza della mostruosità cementizia, il fascino decadente di ciò che è abbandonato e la fredda efficienza di nuove realizzazioni, "Visioni dalle Terre Forti", lungi dall'aver un intento descrittivo, didascalico o di mera denuncia, "osa" esportare da quella periferia la sua specificità ed universalità. Contrasti forti si accompagnano, apparentemente senza filo conduttore, in un volo pindarico visuale ad immagini riconcilianti, l'operosità della società civile accanto alla memoria corta della cattiva politica. In un luogo, Librino, che ha una storia ed un futuro, fatto di un ambiente e di persone. Queste, nelle fotografie, più suggerite che palesate, al pari di tanti elementi architettonici e naturali che sono naturale scenografia di un'opera teatrale, quale è la vita nelle periferie, in particolar quella dei giovani, che ha trovato trasposizione sulle assi del palcoscenico con "Made in Librino", recital dello stesso autore di "Visioni dalle Terre Forti". Le cui immagini, stampate e proiettate, sono il fulcro centrale di tale opera assieme alle musiche di John Foulds e alle voci e corpi degli interpreti. Immagini ottenute, fra la fine del 2008 e i primi mesi del 2009, esclusivamente mediante le conoscenze e l'occhio dell'autore, senza alcuna modifica o postproduzione, proprio al fine di restituire allo spettatore le medesime sensazioni provate nello scoprire un'area antica e violentata, romantica e smaliziata, sognatrice e disamorata. Significati e metafore si rincorrono nel ritrarre scuole vecchie e nuove, masserie recuperate e case rurali in rovina, strade abbozzate da dietro i parabrezza o proclamate in tutta la loro palese aridità, e ancora i lavori preparatori per la Porta della Bellezza, scenari naturali commisti all'invasione di palazzi e tralicci, e la natura che, sempre e comunque, si prende di forza i suoi spazi con ingenuo sfogo di spontaneità. La stessa che ha animato l'autore e quanti hanno permesso, mediante un sapiente, giudizioso e volenteroso uso di manualità ed operosità, la realizzazione, con mezzi e materiali poveri, di una esposizione fotografica che è la dimostrazione, al pari di tutte le realizzazioni dell'ensemble "Terre Forti", di come si possa, senza nulla togliere al risultato finale, fare arte con creatività e professionalità, in economia e mediante materiali poveri e naturali. Quale era, nel sua lunga antica esistenza rurale, l'anima di Librino, ponendosi a potenziale paradigma per la sua esistenza futura, fatta di dignità, di vivibilità, di fede, di bellezza.

L'AUTORE: Roman Henry Clarke è un giornalista, fotografo, regista ed autore teatrale siciliano di origini paneuropee. Ha effettuato variegati e molteplici studi di carattere musicale, linguistico, letterario, politico, artistico, storico e filosofico, occupandosi inoltre di ecologia, comunicazione, informazione, studio delle devianze e delle tossicomanie. All'attività di giornalista, mediattivista e cyberdissidente affianca da alcuni anni quella di apprezzato fotografo. Principalmente dedito alla fotografia paradescrittivista, astrattista e situazionista, ha recentemente intrapreso un cammino di ricerca nella ripresa della figura umana. Ciò grazie anche all'esperienza quale fotografo di scena intrapresa nel 2008 in seno al sodalizio artistico "Terre forti" di Librino, guidato dal maestro Alfio Guzzetta al quale è legato da anni da forte e solidale amicizia. Dopo un pellegrinaggio culturale a Dublino, culmine di un percorso caratterizzato da svariate ed omogenee esperienze e stimoli, concepisce l'idea del percorso multimediale "Made in Librino", basato sulla sua mostra fotografica "Visioni dalle Terre Forti". Sta attualmente lavorando al primo appuntamento di una serie di operazioni sceniche di "teatrocronaca" che uniscono sensibilizzazione culturale e civica, storia, reportage e arti visive e oratorie. La sua attività e caratterizzata dalla commistione di linguaggi, tecniche, spunti linguistici e culturali, il tutto concepito come una rete di "ponti" fra genti, storie ed esperienze, che consentano, nell'ambito della "sharing culture" una crescita collettiva per un mondo più consapevole e libero, che trovi non nelle barriere e nella massificazione ma nella cooperazione delle piccole comunità di base la propria essenza. Convinto di come l'arte nasca attraverso la visione e l'opera dell'artista più che dagli strumenti a sua disposizione, sostiene fortemente la necessità della produzione artistica "dal basso" come strumento popolare di responsabilizzazione, riscatto, resistenza e liberazione dell'individuo e delle masse dalle convenzioni sociali e dai vincoli immateriali. In tal senso i suoi lavori sono solitamente rilasciati al pubblico con licenze di libero utilizzo, cosa che gli ha consentito di raggiungere la percezione di una massa molto ampia di fruitori, che a livello globale gli hanno tributato consensi pressoché unanimi. Ha recentemente dato vita al blog ilcongresso.info

L'ASSOCIAZIONE: "Terre forti", associazione culturale apolitica e no-profit, sorge nel 2007 a Librino, centro geografico di quelle antiche contrade un tempo note, per l'appunto, come "terre forti". Suo obiettivo è "tradurre la tradizione" mediante le varie forme dell'arte vista non come obiettivo fine a se stesso o come pretesto per facili protagonismi o autocelebrazioni, ma quale strumento di educazione, promozione sociale e coinvolgimento. Aperta alla partecipazione di tutti, senza distinzione o discriminazione alcuna, "Terre forti" si basa su elementi chiave come sensibilizzazione, riscatto e resistenza. Il suo sito è www.terreforti.tk


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