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mercoledì 22 dicembre 2010

DOMANI 23 DICEMBRE “JALOFIRU AVVAMPANTI” AL SALONE DI BORGO LIBRINO


Torna per un'ultima replica in scena uno degli eventi più più apprezzati ed applauditi della produzione dell'associazione culturale Terre forti. Infatti, dopo la messa in scena di domenica scorsa, verrà riproposto, domani 23 dicembre 2010 alle 20, il recital Jalofiru avvampanti (la donna nella tradizione siciliana), presso il Salone di Borgo Librino presso la Chiesa N.S. del SS. Sacramento in via delle Susine 15.
E lo fa quindi proprio nel quartiere di Librino che è la “casa” di Terre forti,, ensemble creativo sorto nel 2007 proprio a Librino, centro geografico di quelle antiche contrade un tempo note, per l'appunto, come "terre forti", ponendosi l'obiettivo di fare da “mediatore culturale” e promotore artistico e sociale tra la "periferia sud" del capoluogo etneo, la città di Catania e la Sicilia e i siciliani di tutto il mondo.
“Terre forti”, associazione no-profit apolitica e aconfessionale, non ha mai fatto mistero di ambire a gestire, anche non in esclusiva, uno spazio “laico” artistico e creativo a Librino, ma ad oggi l'occasione di poter svolgere le proprie attività è stata, del tutto spontaneamente e gratuitamente, offerta non dalla pubblica amministrazione o da altre realtà della vita civile e politica, ma dalla parrocchia del Borgo Antico, cui verrà quindi devoluto l'incasso per finanziare le opere caritatevoli portate avanti senza discriminazioni dalla struttura religiosa.
Per questa occasione si è voluto scegliere uno spettacolo che esamina, racconta, canta, vive gli aspetti della femminilità siciliana sotto molteplici prospettive.
Jalofiru avvampanti - garofano rosseggiante - è uno degli elogi, verso la donna, che con più frequenza ritroviamo nel canto popolare. Si’ macchia di jalofiru avvampanti - la facci hai tunna chiù di ‘na lumia - bedda ca a tia ti ficiru li santi - tô matri è bedda e ti fici ppi mia! Così ritroviamo scritto in uno dei “canti dell’antica Contea di Noto” raccolti da Corrado Avolio.
Grazie ad appassionati ricercatori delle tradizioni popolari come lui (insieme a tanti altri della seconda parte dell’Ottocento, come Giuseppe Pitrè, Salomone Marino, Serafino Amabile Guastella, Lionardo Vigo, per citarne alcuni) oggi possiamo rivivere quei momenti di vera genuinità dell’espressione popolare. Lo spettacolo non si fermerà alla poesia e al canto d’amore, ma ripercorrerà, per quello che il tempo di una recita permetterà, i momenti più importanti del quotidiano femminile: la donna nelle varie sfaccettature.
La vedremo, come detto, nelle poesie d’amore; la ritroveremo come madre affettuosa, nelle ninne nanne; rivivremo i momenti dell’ ”agorà” popolare: il cortile, dove rincontreremo le simpaticissime cummari martogliane. Ma non sarà solo un’immagine patinata quella che verrà fuori in quanto ci soffermeremo anche sulla figura della madre coraggio di cui la Sicilia ha fornito numerosi esempi.
Il percorso sarà arricchito dalla chitarra e dalla voce del cantautore catanese Gregorio Lui. Un artista che ha già dimostrato, in tanti anni di attività, le sue qualità, non solo di compositore (con una qualificata discografia al suo attivo) ma anche - come in questo caso - quelle di esecutore. Il suo non un canto “gridato”, ma un sussurro dell’anima che contagia l’ascoltatore trascinandolo in uno scambio osmotico dove l’uno dà all’altro.
Lo spettacolo, coordinato e diretto da Alfio Guzzetta con la direzione di scena di Orazio Indelicato, vedrà in scena accanto a Gregorio Lui un cast recitativo tanto straordinario e di prim'ordine quanto giovane e vivace.
Infatti chiaro intento dell’associazione Terre forti, è quello di coinvolgere le nuove leve. Con il loro diretto inserimento, si cercherà di contagiare quanti più giovani possibile, affinché possa essere riscoperta e rivalutata una cultura che ha dato tantissimo anche alla lingua italiana.
Continua quindi la proposta culturale del sodalizio che parte da Librino per proporsi come stimolo culturale e per fare conoscere l’altra “faccia della Luna”: quella che non è solo cemento, ma che trae origine da una cultura precedente fatta di contadini, di povera gente, di Dignità. Valori che persistono non solo nelle vite degli autoctoni librinesi (o terrefortiani) ma anche la stragrande maggioranza di quanti, provenendo da altri quartieri, oggi vi spendono la propria vita.
Jalofiru avvampanti
(la donna nella tradizione siciliana)

A cura di
Saro Stella
da AA.VV.

IN SCENA
Serena Guzzardi
Rosy Grippaldi
Alfio Guzzetta
Gregorio Lui
(Chitarra e canto)
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Direttore di scena
Orazio Indelicato
Foto e Ufficio stampa
Roman Henry Clarke

Coordinamento e Regia
Alfio Guzzetta
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Salone di Borgo Librino
c/c Chiesa N.S. del SS. Sacramento - Via delle Susine 15 - Catania
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Giovedì 23 dicembre 2010 ore 20,00
Biglietto 5€

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