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mercoledì 20 agosto 2014

TEATRO DI PAGLIA: DOMANI GIOVEDÌ 21 AGOSTO “STIDDA LUCENTI CHINA DI BIDDIZZI”


Proseguono gli spettacoli al “Teatro di Paglia” innalzato al Parco Gioeni, il più ampio “polmone verde” del capoluogo etneo, in un'area messa a disposizione dal Comune di Catania. E in uno scenario che riporta alla natura e alla tradizione – com'è noto l'architettura di paglia è appannaggio della civiltà contadina – unendola ad arte e creatività, non poteva mancare uno spettacolo che rimanda alla scuola poetica e musicale siciliana più genuina ed autentica. Prodotto dal “Centro Magma”, “Stidda lucenti china di biddizzi” è un emozionante excursus pindarico sulla figura della donna e della bellezza femminile nella tradizione siciliana. In scena, domani giovedì 21 agosto alle 21, vedremo Letizia Tatiana Di Mauro, Antonella Rotondo e Carmelisa Puglisi. Alle tre talentuose attrici, chiamate ad incarnare con le proprie voci e corpi passione, piacevolezza ed avvenenza delle donne siciliane, in scena si aggiungerà Alfio Guzzetta, che cura anche la regia, a riformare la popolare ed applaudita coppia con il cantautore Gregorio Lui (dal suo ultimo album “Cose di vento” è tratto il videoclip ufficiale “Amami”: http://youtu.be/khLwSZYDfSQ) in un connubio collaudato e sempre pregno di vibrazioni e sensazioni per il pubblico che in ogni occasione manifesta la propria approvazione e gradimento.
“Stidda lucenti china di biddizzi” è un intenso e divertente recital tra commedia, musica e poesia, così introdotto dalla Direzione Artistica:

«Alberto M. Cirese ci dà una definizione esaustiva del termine cultura: “Il complesso delle attività e dei prodotti intellettuali e manuali dell’uomo-in-società, quali che ne siano le forme e i contenuti, l’orientamento e il grado di complessità o di consapevolezza, e quale che ne sia la distanza dalle concezioni e dai comportamenti che nella nostra società vengono più o meno ufficialmente riconosciuti come veri, giusti, buoni, e più in genere culturali”. Purtroppo questo riconoscimento dipende sempre dalla cultura egemone che raramente prende in considerazione culture “diverse” dalla propria. Non di rado accade che proprio il ceto popolare, spesso meno istruito, percependo questa “diversità”, si allontana, isolandosi. Si viene a creare, così, una cesura fra due culture “diverse” che finiscono per diventare “nemiche”. Per questo si è pensato allo spettacolo: “Stidda lucenti china di biddizzi”. La sua struttura prevede un percorso tra quelle tradizioni popolari che spesso vengono considerate cultura di secondo grado, mentre stanno alla base e costituiscono le radici di ogni espressione, sia essa popolare o colta. Lo spettacolo permetterà il coinvolgimento anche degli spettatori creando così un’osmosi atta a creare un dialogo reciproco e il rispolvero di colori persi nel tempo, ma che ritornano con il fascino di sempre. Oggetto della rappresentazione saranno i curtigghiarii, le favole, le canzoni popolari, i rimbrotti o le schermaglie amorose. Tramite questo gioco si faranno rivivere espressioni e modi che oggi stanno scomparendo. Il nostro dialetto è il risultato di millenni di contaminazioni diverse: greci, latini e bizantini, arabi, normanni e svevi, aragonesi, castigliani, spagnoli… non hanno certo attraversato la nostra storia senza darle il loro apporto. A brani “classici” verranno affiancati testi “popolari” e verranno rivalutate alcune favole. Particolare attenzione viene data alle canzoni popolari siciliane con la partecipazione del cantautore Gregorio Lui (chitarra ed armonica). Sarà un modo per stare insieme sorridendo e ricordando l’epoca dei nostri nonni, quando nelle sere d’estate ci intrattenevano con storie, canzoni e saggezza».

Atto finale, quindi, per il cartellone teatrale estivo della Sala Magma al Parco Gioeni, che con “Mao, Belzebù e il Padreterno”, “Rèpitu d'amuri”, e l'appuntamento di domani con “Stidda lucenti china di biddizzi”, ha presentato un programma completo, che concilia divertimento e riflessione, musica e teatro, commedia e recital, all'insegna della Lingua Siciliana.
E riprenderanno da subito i lavori alla Sala Magma per proporre al pubblico, vecchio e nuovo, una stagione invernale - teatrale, musicale e con incontri culturali e letterari - di alto profilo e con contenuti di assoluto pregio. Il tutto verrà annunciato nelle prossime settimane.
L'inizio di “Stidda lucenti china di biddizzi” spettacoli è previsto per le ore 21, con biglietto d'ingresso fissato a 10€ (ridotto 5€ per over 65, studenti, gruppi). Sin dalle 17 sarà aperta un'apposita area ristoro / bar aperta a tutti i visitatori del Parco. L'accesso sarà possibile esclusivamente dall'ingresso del Parco sito in via del Bosco.

Stidda lucenti china di biddizzi

La donna nella tradizione siciliana

a cura di
Eleonora Guzzetta

_______________

Teatro di Paglia
Parco Gioeni
Via Del Bosco - Catania


21 agosto 2014 ore 21

IN SCENA

Letizia Tatiana Di Mauro
Antonella Rotondo
Carmelisa Puglisi
Alfio Guzzetta
e con

Gregorio Lui
alla chitarra, armonica e canto

Direttore di scena
Orazio Indelicato

Luci e fonica della ditta
Enzo Merola

Foto e Ufficio stampa
Roman Henry Clarke

Regia
Alfio Guzzetta


A cura di:
centro teatrale e culturale Magma www.centromagma.it
la terra del sole” soc.coop.va a r.l. www.laterradelsole.it
Terre forti - associazione culturale” www.terreforti.org


 
Da sinistra: Letizia Tatiana Di Mauro, Antonella Rotondo e Carmelisa Puglisi

lunedì 18 agosto 2014

"Rèpitu d'amuri": rassegna stampa 19 agosto 2014



TEATRO DI PAGLIA: DOMANI MARTEDÌ 19 AGOSTO IN SCENA “RÈPITU D'AMURI”


Nuovo appuntamento della stagione della Sala Magma al “Teatro di Paglia”, l'anfiteatro “deperibile” e temporaneo da 120 posti, nato per ospitare spettacoli, concerti ed eventi culturali, eretto nel Parco Gioeni, il più ampio “polmone verde” del capoluogo etneo, in un'area messa a disposizione dal Comune di Catania.
Si torna quindi in scena, proprio al Teatro di Paglia, domani martedì 19 agosto alle 21 con una produzione del Centro Magma: “Rèpitu d'amuri – Santo Calì secondo Salvo Nicotra”. È una “finestra” nell'appassionato mondo del poliedrico autore linguaglossese, scomparso nel 1972, che sa essere tanto aspro quanto sublime. Sono paradigmatiche della Sicilia e della sicilianità le liriche del docente/agitatore che colpiscono in una attualità spiazzante. Uomo che seppe vivere intensamente gli ideali comunisti, Calì è da ritenersi indubitabilmente espressione più autentica della poetica siciliana. In lui il siciliano è vera Lingua, e quella siciliana è un'identità (in un'ideale parallelo con il coetaneo e compaesano leader indipendentista Attilio Castrogiovanni, anch'egli portabandiera – pur sotto differenti insegne politiche – di libertà ed eguaglianza) che Santo Calì vive con viscerale schiettezza. Pregevole la lettura proposta dei versi, magistralmente incastonati nel copione scritto dall'applaudito autore, regista e scenografo catanese Salvo Nicotra, che lo ha affidato ad attori esperti e popolari come Alfio Guzzetta, Antonio Caruso e Cinzia Caminiti ed alla suadente voce della cantante Lucia Nicotra. Un cast che sa, con intima forza, dare voce tanto alle poesie, quanto alle prose autobiografiche (quasi provocatoriamente proposte da Calì in lingua italiana) che tratteggiano il ritratto dell'inimitabile intellettuale ed attivista che infiammò gli animi e le vicende politiche, culturali ed umane del versante jonico-etneo. Il tutto, cesellato dal suggestivo commento musicale curato appositamente dall'apprezzato autore ed esecutore musicale Paolo Capodanno.
Questo lo spettacolo in una nota della Direzione Artistica:
L’intera produzione – letteraria, saggistica, ecc. – di Santo Calì è come un unico “rèpitu d’amuri”, un complesso e variegato corpus che ha il sapore del lamento sordo, accorato, intimo e allo stesso tempo urlato, come solo la pena d’amore può determinare.
Ma qui l’amore è qualcosa di cosmico, universale; anche quello esplicitato per la donna (o, meglio, per le donne) assurge a metafora di altro: ora della propria terra (la Sicilia) ora dell’umanità intera; ma, soprattutto, di tutti i diseredati, di coloro che non hanno voce perché altri (sopraffattori) gliel’hanno tolta. Si potrebbero indicare i braccianti, i carbonai, le donne di Trezza, i vietnamiti e i congolesi aggrediti dall’imperialismo… Se non fosse che nella sezione poetica appositamente dedicata, Calì non implorasse la pace anche per quelli che appaiono come persecutori, “pace per i giudici e per gli sbirri! Per quel brigadiere che mi slacciò cravatta rossa e stringhe di scarpe…”, intitolando il poemetto che contiene queste parole “La pace non chiama vendetta”. Non si può presumere che in uno spettacolo si possa restituire l’intero uomo e la sua opera omnia. Chi volesse – magari sollecitato da pubbliche letture come questa – accostarsi alla scrittura del Calì, potrebbe farlo con estrema facilità, poiché esiste un sito Internet a lui dedicato interamente (http://www.lanottilonga.it).
Qui sono condensati pezzi significativi, esemplari, tuttavia estrapolati con una sensibilità “altra”, sebbene con la coscienza e l’impegno di effettuare un tentativo “leale” di immedesimazione.
Nel silenzio secolare, lo scrittore (poeta, narratore, saggista…) con i suoi squarci come lampi, offre – ora ai contadini etnei, ora agli intellettuali, ora a tutti gli uomini del mondo – la possibilità di aprire gli occhi e l'animo, di innalzare grida di rivolta, di abbandonare l'apatia davanti alle ingiustizie, alla violenza, alla guerra e alla fame. Piace, dunque, utilizzare con questo spirito il termine rèpitu, di per sé intraducibile (come tanti altri) ma che, come detto, ha il senso del “lamento accorato”.
Quella del linguaglossese Santo Calì (ottobre 1918 – dicembre 1972) è una scrittura di grandi e piccole cose, che qui è riportata attraverso una lettura volutamente semplice, nel tentativo di limitare le prevaricazioni (comunque, ineliminabili; ché sempre di interpretazioni si tratta: da quella del compilatore, a quella degli attori e di chi, a vario titolo, vi partecipa), con rapidi tocchi di pennello intinto nell’immensa tavolozza della produzione dell’autore. Si rinuncia, quindi, ad ogni tentativo di ricostruzione rigorosamente biografica ed ancor di più alle tante testimonianze disponibili e all’aneddotica (tranne che a quella riportata nei testi originali).
Calì è stato capace di guardare alla realtà con la potentissima lente di ingrandimento che gli ha permesso (e, grazie a lui, permette) di vedere particolari infinitamente piccoli, quale l’occhio pietrificato dal gelo di un grillo o l'arcobaleno nella lacrima della madre, ma anche popoli interi in cammino nella storia. Dunque, epopea, introspezione e un controllo immenso della "palora" che è sacra, patrimonio irrinunciabile di tutte le genti («parlavamo già col mica: adesso mica la fìcara fa le fìca...»; «Jiaita è un grido dell’anima, Agata un po’ meno»…).
Il “compagno” Santo Calì non si limitò all’impegno politico da teorico seppure con la visione universale riscontrabile nelle sue opere; ma volle anche “sporcarsi” le mani partecipando attivamente alle vicende amministrative del suo paese e per esse finì persino sotto processo. Come simbolo della formazione politica scelse tre spighe, segno – tra l’altro – del forte legame che intendeva mantenere con la cultura contadina.
È un caso che il Centro Magma – grazie a Fabbricateatro ed al Comune di Catania – ricollochi “Rèpitu d’amuri” fra i covoni di paglia che dal grano direttamente provengono? Dunque, le parole di Calì, scelte da Salvo Nicotra, aleggeranno sul Teatro di paglia del Parco Gioeni di Catania come fossero a casa propria.
Questo ritorno del Centro Magma e di Salvo Nicotra a Santo Calì coincide con altri due importanti ritorni in “casa” Magma, quelli di Antonio Caruso e Cinzia Caminiti.
L’attrice debuttò in assoluto con “Tempo di Vespri”, proposto dal regista Nicotra per il Teatro Stabile di Catania proprio dal Centro Magma nell’aprile del 1984. Successivamente, è stata impegnata in “Aspettando” e “Contra”.
Lunga, prolifica e molto apprezzata da pubblico e critica la collaborazione di Antonio Caruso con il Centro e con il regista Salvo Nicotra, iniziata con la messa in scena di “Belvedere” di Giuseppe Mazzone per l’edizione 1995 di “Terrazza in via Crociferi”. Importante è stata l’esperienza triennale del work in progress sul testo – ancora di Mazzone – “Gente di fine secolo”, e della realizzazione di “Che giorno è?” (dello stesso Caruso con regia di Nicotra), nonché di tante messe in scena per il Centro di testi di Antonio Caruso curate dallo stesso autore (“Drammaturgido”, “Attimi”, “Angelica”, Plasmonn, ecc.).
Né per Antonio Caruso è nuovo il rapporto con Santo Calì. Già prima dell’incontro con il Centro Magma, Caruso – che ha vissuto ed operato per un certo tempo tra Giarre e Riposto, luoghi frequentati dallo stesso Calì – aveva avuto modo di partecipare alla fondazione a all’attività di un’associazione che portava il nome dello scrittore linguaglossese. Ma anche successivamente, con Salvo Nicotra, vari sono stati i “ritorni” alla scrittura del poeta, sino a quella memorabile edizione di “Nel silenzio lungo della notte” (Terrazza in via Crociferi” del 1997) nella quale duettò con Pino Micol.

In uno scenario che riporta alla natura e alla tradizione – com'è noto l'architettura di paglia è appannaggio della civiltà contadina – unendola ad arte e creatività, il cartellone teatrale estivo della Sala Magma al Parco Gioeni si concluderà giovedì 21 agosto con “Stidda lucenti china di biddizzi”, excursus pindarico sulla figura della donna e la bellezza femminile nella tradizione siciliana, un intenso e divertente recital tra commedia, musica e poesia.
L'inizio degli spettacoli è previsto per le ore 21, con biglietto d'ingresso fissato a 10€ (ridotto 5€ per over 65, studenti, gruppi). Sin dalle 17 sarà aperta un'apposita area ristoro / bar aperta a tutti i visitatori del Parco. L'accesso sarà possibile esclusivamente dall'ingresso del Parco sito in via del Bosco.

RÈPITU D'AMURI

Santo Calì
secondo
Salvo Nicotra

_______________

Teatro di Paglia
Parco Gioeni
Via Del Bosco - Catania


19 agosto 2014 ore 21

IN SCENA

Alfio Guzzetta
Cinzia Caminiti
Lucia Nicotra
Antonio Caruso

Musiche originali di
Paolo Capodanno

Diaporama realizzato da Paolo Capodanno su ricerca iconografica di Salvo Nicotra

Direttore di scena
Orazio Indelicato

Luci e fonica della ditta
Enzo Merola

In collaborazione con il
Centro Sperimentale Skerè di Catania

Foto e Ufficio stampa
Roman Henry Clarke

Regia
Salvo Nicotra


A cura di:
centro teatrale e culturale Magma www.centromagma.it
la terra del sole” soc.coop.va a r.l. www.laterradelsole.it
Terre forti - associazione culturale” www.terreforti.org



domenica 17 agosto 2014

TEATRO DI PAGLIA: GIOVEDÌ 21 AGOSTO “STIDDA LUCENTI CHINA DI BIDDIZZI”


Proseguono prove e spettacoli al “Teatro di Paglia” innalzato al Parco Gioeni, il più ampio “polmone verde” del capoluogo etneo, in un'area messa a disposizione dal Comune di Catania. E in uno scenario che riporta alla natura e alla tradizione – com'è noto l'architettura di paglia è appannaggio della civiltà contadina – unendola ad arte e creatività, non poteva mancare uno spettacolo che rimanda alla scuola poetica e musicale siciliana più genuina ed autentica. Prodotto dal “Centro Magma”, “Stidda lucenti china di biddizzi” è un emozionante excursus pindarico sulla figura della donna e della bellezza femminile nella tradizione siciliana. In scena, giovedì 21 agosto alle 21, vedremo Letizia Tatiana Di Mauro, Antonella Rotondo e Carmelisa Puglisi. Alle tre talentuose attrici, chiamate ad incarnare con le proprie voci e corpi passione, piacevolezza ed avvenenza delle donne siciliane, in scena si aggiungerà Alfio Guzzetta, che cura anche la regia, a riformare la popolare ed applaudita coppia con il cantautore Gregorio Lui (dal suo ultimo album “Cose di vento” è tratto il videoclip ufficiale “Amami”: http://youtu.be/khLwSZYDfSQ) in un connubio collaudato e sempre pregno di vibrazioni e sensazioni per il pubblico che in ogni occasione manifesta la propria approvazione e gradimento.
“Stidda lucenti china di biddizzi” è un intenso e divertente recital tra commedia, musica e poesia, così introdotto dalla Direzione Artistica:

«Alberto M. Cirese ci dà una definizione esaustiva del termine cultura: “Il complesso delle attività e dei prodotti intellettuali e manuali dell’uomo-in-società, quali che ne siano le forme e i contenuti, l’orientamento e il grado di complessità o di consapevolezza, e quale che ne sia la distanza dalle concezioni e dai comportamenti che nella nostra società vengono più o meno ufficialmente riconosciuti come veri, giusti, buoni, e più in genere culturali”. Purtroppo questo riconoscimento dipende sempre dalla cultura egemone che raramente prende in considerazione culture “diverse” dalla propria. Non di rado accade che proprio il ceto popolare, spesso meno istruito, percependo questa “diversità”, si allontana, isolandosi. Si viene a creare, così, una cesura fra due culture “diverse” che finiscono per diventare “nemiche”. Per questo si è pensato allo spettacolo: “Stidda lucenti china di biddizzi”. La sua struttura prevede un percorso tra quelle tradizioni popolari che spesso vengono considerate cultura di secondo grado, mentre stanno alla base e costituiscono le radici di ogni espressione, sia essa popolare o colta. Lo spettacolo permetterà il coinvolgimento anche degli spettatori creando così un’osmosi atta a creare un dialogo reciproco e il rispolvero di colori persi nel tempo, ma che ritornano con il fascino di sempre. Oggetto della rappresentazione saranno i curtigghiarii, le favole, le canzoni popolari, i rimbrotti o le schermaglie amorose. Tramite questo gioco si faranno rivivere espressioni e modi che oggi stanno scomparendo. Il nostro dialetto è il risultato di millenni di contaminazioni diverse: greci, latini e bizantini, arabi, normanni e svevi, aragonesi, castigliani, spagnoli… non hanno certo attraversato la nostra storia senza darle il loro apporto. A brani “classici” verranno affiancati testi “popolari” e verranno rivalutate alcune favole. Particolare attenzione viene data alle canzoni popolari siciliane con la partecipazione del cantautore Gregorio Lui (chitarra ed armonica). Sarà un modo per stare insieme sorridendo e ricordando l’epoca dei nostri nonni, quando nelle sere d’estate ci intrattenevano con storie, canzoni e saggezza».

Dopo il successo di “Mao, Belzebù e il Padreterno”, il cartellone teatrale estivo della Sala Magma al Parco Gioeni prevede per il 19 agosto “Rèpitu d'amuri”, e si chiuderà quindi giovedì 21 agosto con “Stidda lucenti china di biddizzi”. Un programma completo, che concilia divertimento e riflessione, musica e teatro, commedia e recital, all'insegna della Lingua Siciliana.
Uno sforzo organizzativo che la Sala Magma e quanti vi operano durante la stagione invernale ha fortemente voluto mettere in campo, sposando con convinzione l'idea di un “ritorno” alle origini, alla terra, alla natura. Per portare ad un pubblico sempre più ampio e sempre più consapevole il messaggio dell'ideale e virtuoso connubio fra arte ed ambiente, con la tradizione vista e vissuta in maniera intima e trasposta per gli spettatori del XXI secolo con la riscoperta di mezzi, strumenti e materiali “di base”. Come voce, braccia e balle di paglia, ed in locations che riconducono ai colori, agli odori, agli usi di tempi che furono e che molto possono darci ed insegnarci per farci vivere meglio la contemporaneità fatta di frenesia ed artificiosità.
L'inizio degli spettacoli è previsto per le ore 21, con biglietto d'ingresso fissato a 10€ (ridotto 5€ per over 65, studenti, gruppi). Sin dalle 17 sarà aperta un'apposita area ristoro / bar aperta a tutti i visitatori del Parco. L'accesso sarà possibile esclusivamente dall'ingresso del Parco sito in via del Bosco.

Stidda lucenti china di biddizzi

La donna nella tradizione siciliana

a cura di
Eleonora Guzzetta

_______________

Teatro di Paglia
Parco Gioeni
Via Del Bosco - Catania


21 agosto 2014 ore 21

IN SCENA

Letizia Tatiana Di Mauro
Antonella Rotondo
Carmelisa Puglisi
Alfio Guzzetta
e con

Gregorio Lui
alla chitarra, armonica e canto

Direttore di scena
Orazio Indelicato

Luci e fonica della ditta
Enzo Merola

Foto e Ufficio stampa
Roman Henry Clarke

Regia
Alfio Guzzetta


A cura di:
centro teatrale e culturale Magma www.centromagma.it
la terra del sole” soc.coop.va a r.l. www.laterradelsole.it
Terre forti - associazione culturale” www.terreforti.org


 
Da sinistra: Letizia Tatiana Di Mauro, Antonella Rotondo e Carmelisa Puglisi

giovedì 14 agosto 2014

TEATRO DI PAGLIA: DOPO “MAO, BELZEBÙ E IL PADRETERNO” ARRIVA “RÈPITU D'AMURI”


Ha divertito e coinvolto il pubblico presente quella “strana lotta” accesasi tra il Padreterno e il Diavolo, un'epica contesa fra i due, decisi a litigarsi senza requie l'anima del “Quattro volte grande”: Mao Tse Tung. Lunghi ed entusiasti applausi per tutto il cast la sera di martedì 12 agosto al “Teatro di Paglia” per gli attori e musicisti della Sala Magma di via Adua 3 a Catania impegnati in “Mao, Belzebù e il Padreterno”, primo appuntamento della stagione della Sala Magma nell'anfiteatro “deperibile” e temporaneo da 120 posti. Nato per ospitare spettacoli, concerti ed eventi culturali, il Teatro di Paglia è attivo nel Parco Gioeni, il più ampio “polmone verde” del capoluogo etneo, in un'area messa a disposizione dal Comune di Catania.
Si torna in scena, sempre al Teatro di Paglia, martedì 19 agosto alle 21 con una produzione del Centro Magma: “Rèpitu d'amuri – Santo Calì secondo Salvo Nicotra”. È una “finestra” nell'appassionato mondo del poliedrico autore linguaglossese, scomparso nel 1972, che sa essere tanto aspro quanto sublime. Sono paradigmatiche della Sicilia e della sicilianità le liriche del docente/agitatore che colpiscono in una attualità spiazzante. Uomo che seppe vivere intensamente gli ideali comunisti, Calì è da ritenersi indubitabilmente espressione più autentica della poetica siciliana. In lui il siciliano è vera Lingua, e quella siciliana è un'identità (in un'ideale parallelo con il coetaneo e compaesano leader indipendentista Attilio Castrogiovanni, anch'egli portabandiera – pur sotto differenti insegne politiche – di libertà ed eguaglianza) che Santo Calì vive con viscerale schiettezza. Pregevole la lettura proposta dei versi, magistralmente incastonati nel copione scritto dall'applaudito autore, regista e scenografo catanese Salvo Nicotra, che lo ha affidato ad attori esperti e popolari come Alfio Guzzetta, Antonio Caruso e Cinzia Caminiti ed alla suadente voce della cantante Lucia Nicotra. Un cast che sa, con intima forza, dare voce tanto alle poesie, quanto alle prose autobiografiche (quasi provocatoriamente proposte da Calì in lingua italiana) che tratteggiano il ritratto dell'inimitabile intellettuale ed attivista che infiammò gli animi e le vicende politiche, culturali ed umane del versante jonico-etneo. Il tutto, cesellato dal suggestivo commento musicale curato appositamente dall'apprezzato autore ed esecutore musicale Paolo Capodanno.
In uno scenario che riporta alla natura e alla tradizione – com'è noto l'architettura di paglia è appannaggio della civiltà contadina – unendola ad arte e creatività, il cartellone teatrale estivo della Sala Magma al Parco Gioeni si concluderà giovedì 21 agosto con “Stidda lucenti china di biddizzi”, excursus pindarico sulla figura della donna e la bellezza femminile nella tradizione siciliana, un intenso e divertente recital tra commedia, musica e poesia.
Uno sforzo organizzativo che la Sala Magma e quanti vi operano durante la stagione invernale ha fortemente voluto mettere in campo, sposando con convinzione l'idea di un “ritorno” alle origini, alla terra, alla natura. Per portare ad un pubblico sempre più ampio e sempre più consapevole il messaggio dell'ideale e virtuoso connubio fra arte ed ambiente, con la tradizione vista e vissuta in maniera intima e trasposta per gli spettatori del XXI secolo con la riscoperta di mezzi, strumenti e materiali “di base”. Come voce, braccia e balle di paglia, ed in locations che riconducono ai colori, agli odori, agli usi di tempi che furono e che molto possono darci ed insegnarci per farci vivere meglio la contemporaneità fatta di frenesia ed artificiosità.
L'inizio degli spettacoli è previsto per le ore 21, con biglietto d'ingresso fissato a 10€ (ridotto 5€ per over 65, studenti, gruppi). Sin dalle 17 sarà aperta un'apposita area ristoro / bar aperta a tutti i visitatori del Parco. L'accesso sarà possibile esclusivamente dall'ingresso del Parco sito in via del Bosco.

RÈPITU D'AMURI

Santo Calì
secondo
Salvo Nicotra

_______________

Teatro di Paglia
Parco Gioeni
Via Del Bosco - Catania


19 agosto 2014 ore 21

IN SCENA

Alfio Guzzetta
Cinzia Caminiti
Lucia Nicotra
Antonio Caruso

Musiche originali di
Paolo Capodanno

Diaporama realizzato da Paolo Capodanno su ricerca iconografica di Salvo Nicotra

Direttore di scena
Orazio Indelicato

Luci e fonica della ditta
Enzo Merola

In collaborazione con il
Centro Sperimentale Skerè di Catania

Foto e Ufficio stampa
Roman Henry Clarke

Regia
Salvo Nicotra


A cura di:
centro teatrale e culturale Magma www.centromagma.it
la terra del sole” soc.coop.va a r.l. www.laterradelsole.it
Terre forti - associazione culturale” www.terreforti.org


lunedì 11 agosto 2014

TEATRO DI PAGLIA: DOMANI MARTEDÌ 12 AGOSTO “MAO, BELZEBÙ E IL PADRETERNO”


Si accendono i riflettori sul “Teatro di Paglia” innalzato al Parco Gioeni, il più ampio “polmone verde” del capoluogo etneo, in un'area messa a disposizione dal Comune di Catania. Eretto assemblando balle di paglia, che per le proprie peculiarità non necessitano di alcun collante o strumento di montaggio conciliando bioedilizia ed ecosostenibilità, leggerezza e resistenza, semplicità e sicurezza, economicità e resa, l'anfiteatro “deperibile” e temporaneo da 120 posti, nasce per ospitare spettacoli, concerti ed eventi culturali.

domenica 3 agosto 2014

TEATRO DI PAGLIA: IN ARRIVO “MAO, BELZEBÙ E IL PADRETERNO”


Si accendono i riflettori sul “Teatro di Paglia” innalzato al Parco Gioeni, il più ampio “polmone verde” del capoluogo etneo. Eretto assemblando balle di paglia, che per le proprie peculiarità non necessitano di alcun collante o strumento di montaggio conciliando bioedilizia ed ecosostenibilità, leggerezza e resistenza, semplicità e sicurezza, economicità e resa, l'anfiteatro “deperibile” e temporaneo da 120 posti, nasce per ospitare spettacoli, concerti ed eventi culturali.