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giovedì 25 febbraio 2016

DOMANI VENERDÌ 26 FEBBRAIO LA CHITARRA JAZZ DI VINCENZO DI VITA ALLA SALA MAGMA DI CATANIA

Ancora un gradito ritorno alla Sala Magma di Catania, che con la rassegna “Fuorischemajazz&more@SalaMagma”, spin off del cartellone “Fuorischema”, sta deliziando il pubblico dell'intima ed esclusiva location di Via Adua 3 a Catania con ottimi appuntamenti jazz e non solo. Domani, venerdì 26 febbraio alle 21, è la volta di Vincenzo Di Vita, virtuoso della sei corde archtop già sulle assi del palcoscenico della Sala Magma nel 2002, quando suonò con il pianista Andrea Patti; nel 2005, sia da solista, sia in duo (con il sassofonista Alfio Maugeri); infine, sempre da solista, nel 2006.
Diplomato in teoria e solfeggio presso il liceo musicale “V. Bellini” di Catania, ha proseguito gli studi di chitarra classica e a plettro nonché quelli di armonia classica.
Formatosi ai seminari di musica jazz di Siena, con conseguente superamento dei corsi di primo e secondo livello professionale, ha approfondito, come allievo del maestro Tommaso Lama, i corsi di chitarra jazz integrandoli con seminari sotto la guida di Joe Diorio e con ulteriori studi di armonia moderna e jazz applicati alla chitarra. Vincenzo Di Vita ha al suo attivo numerosi concerti in diverse formazioni jazz e cameristiche di musica classica. Da qualche anno predilige la formazione di chitarra solo, con cui si è classificato fra i quattro finalisti di “Guitar Convention” (primo posto non assegnato) e premiato – come solista jazz – al concorso nazionale Amigdala.
Insieme a standard del repertorio afro-americano presenta propri arrangiamenti jazz di brani di varia provenienza oltre a proprie composizioni.
Alterna l’attività concertistica – partecipando a festival jazz e non soltanto – con quella didattica.

Il concerto di domani avrà come prezzo d'ingresso €7.

Per informazioni:

Centro teatrale e culturale Magma 095 444312 – 3333337848 – 3496093918 – mail@centromagma.it

A cura di:
Centro teatrale e culturale Magma www.centromagma.it

In collaborazione con:
La terra del sole” - soc.coop.va a r.l. www.laterradelsole.it
Terre forti - associazione culturale” www.terreforti.org


martedì 16 febbraio 2016

CRITICA AI QUATTRO POTERI: CON “INTERVISTA” E “PROCESSO A MAO TSE TUNG” IL TEATRO DI ALFIO GUZZETTA DA SABATO 20 FEBBRAIO ALLA SALA MAGMA DI CATANIA


Prima di Orson Welles e del suo “Quarto potere” c'era lui: Octave Mirbeau. Antesignano dei vari Bertold Brecht, Marcel Aymé, Harold Pinter ed Eugène Ionesco, con i suoi atti unici di “Farse e moralità” mette in evidenza contraddizioni, ipocrisie, violenze, convenzioni dell'ordine sociale precostituito. Controverso autore, giornalista e reporter di convinzioni anarchiste e sostenitore di Alfred Dreyfus, Mirbeau si allontana dall'originario realismo mettendo in scena, con crudele e farsesca ironia, le bassezze umane e sociali. Il testo prescelto, che andrà in scena alla Sala Magma di Via Adua 3 a Catania, da sabato 20 febbraio alle 21, con repliche domenica 21 alle 18.30, ed ancora sabato 27 febbraio alle 21 e domenica 28 alle 18.30, è “Intervista”: una vertiginosa cronaca di come gli “interessi” commerciali dell'editoria, la smania di protagonismo e l'esercizio, anche spicciolo e gratuito, del “quarto potere” influenzi la stampa, a cavallo fra XIX e XX secolo come ancora oggi. E “soffre” di una tremenda attualità il lavoro di Mirbeau, che in “Intervista” trova interessante esempio di una produzione, quella dello scrittore e cronista libertario, troppo spesso marginalizzata o eccessivamente categorizzata. Un testo, quello di “Intervista”, ricco di ritmo, pindarico ed incalzante, e praticamente inedito per i teatri di lingua italiana. In scena, troviamo la nota ed apprezzata attrice Liliana Scalia, il giovane e brillante Jacopo Raniolo, e l'esperienza di un volto noto anche del piccolo e grande schermo: Enrico Pappalardo, attualmente impegnato in produzioni internazionali.
Enrico Pappalardo
Ad ideale completamento della serata, ecco a seguire “Il processo a Mao Tse Tung”, opera di un altro esponente di quel pensiero “avanti” che si fa azione: Nino Greco, docente universitario etneo, è stato pioniere, già parecchi anni addietro, nel favorire, in sede accademica, il disgelo fra Cuba, Stati Uniti ed Europa. Il suo testo, originariamente scritto decenni addietro e qui proposto in una efficace e già molto apprezzata formula di “recital – gioco teatrale”, ironizza con la storia e gli “ideali traditi”. Quelle “utopie” che hanno agitato masse e acceso rivoluzioni, finendo poi, però, con il divenire la negazione di esse stesse, dei principi cui si ispiravano. E così, per parlare del comunismo cinese, ecco la narrazione di ciò che è accaduto...dopo il trapasso di Mao. E più precisamente, della “strana lotta” accesa si tra il Padreterno e il Diavolo, decisi a litigarsi l'anima del “Quattro volte grande”. Per farlo, ecco in scena la talentuosa ed attraente Letizia Tatiana Di Mauro e il popolare e rinomato Alfio Guzzetta, che cura anche la regia di entrambi i lavori. In più la partecipazione, in veste di cantastorie, di Luigi Favara, già recentemente visto alla Sala Magma ed al lavoro con “Ricordo di un campesiño”, in programma dal 5 marzo sempre in via Adua 3 a Catania.
La stagione proseguirà poi dal 15 aprile con “Il fruscio del tempo” a cura di Salvo Nicotra, ed infine dal 13 maggio con “La borghese di Orleans” di Alfio Guzzetta.
Ecco “Intervista” e “Il processo a Mao Tse Tung” in due note di regia:

Letizia Tatiana Di Mauro
Una scena pulita, appena tre personaggi, la forza della parola. Ma “Intervista” non è la celebrazione di questa. Semmai è una cruda descrizione – invero da reporter, quale era l'Autore, Octave Mirbeau – di come la parola, o meglio l'uso della stessa, possa azzerare un uomo, finanche ucciderlo.
La parola è l'arma del giornalista, che, quasi in un sadico gioco dialettico, mette nel suo “mirino” un onesto e pacioso oste. Memore del cardinale Richelieu, che affermò «datemi sei righe scritte dal più onesto degli uomini e vi troverò una qualche cosa sufficiente a farlo imprigionare», il “nostro” intervistatore, giovane e sfacciato, darà vita, ai danni del buon bottegaio, ad un perpetuum verbale e – apparentemente – logico ed inoppugnabile, che spingerà l'ignaro interlocutore in una inarrestabile spirale discendente.
Dopo oltre un secolo, “Intervista” rimane una pièce attualissima. Anzi: nell'era dei social media e dell'informazione immediata ovunque (a scapito della pur irrinunciabile affidabilità), il testo dell'autore e giornalista francese rafforza sempre più i suoi significati. Mirbeau non fa la morale, non descrive una realtà: è pensiero il suo, un pensiero figlio di quelle idee che, come ben poche altre negli ultimi due secoli, non hanno trovato massiccia applicazione concreta, ma le quali risposte, proposte sin dall'antesignano Godwin (anch'egli scrittore e giornalista, nell'Inghilterra fra XVIII e XIX secolo), sembrano trovare sempre più ragioni in una società globalizzata anche, se non soprattutto, nelle ipocrisie, nelle apparenze, nelle prevaricazioni, spesso nel nome di una presunta “verità” depositata presso le istituzioni, civili e religiose, o nei media.

La storia dell'uomo è pregna di momenti utopici. Uomini che hanno vissuto un ideale e per questo hanno lottato tutta una vita.
Ma quanti di questi ideali, nel loro procedere, hanno mantenuto quello spirito iniziale? Quanti hanno realizzato il sogno? E quanti, alla fine, non sono stati stravolti da interessi di potere?
Non solo: quante di queste utopie, sotto l'alibi di una “santa” idea, non hanno prodotto che tragedie sociali, distruzioni, stragi?
Il tema comporterebbe lunghi dibattiti, discussioni, approfondimenti. Ma sarebbe una cosa molto seria e la vita, forse, va vissuta con più leggerezza.
Per questo abbiamo pensato al gioco. Un gioco a tratti amaro, ma proposto con un pizzico di distacco, di ironia e di sano – speriamo – divertimento.
Anche per Mao finisce il soggiorno terreno e al momento del distacco è costretto a passare al vaglio della giustizia divina. Ma il Padreterno è buono e interpreta a modo proprio la rivoluzione maoista facendo santo il nostro eroe.
Ma che volete, non tutti la pensano allo stesso modo e ciò porta a qualche scontro!
Anche il diavolo avanza i suoi diritti su Mao, suscitando un dibattito che, tra il serio e il faceto, mette in evidenza istanze che l'uomo, dalla sua nascita, porta avanti.
Chissà, alla fine, quale sarà la risposta!

CENTRO CULTURALE E TEATRALE MAGMA


TERRE FORTI – ASSOCIAZIONE CULTURALE

presentano


INTERVISTA
di
Octave Mirbeau

e

IL PROCESSO A MAO TSE TUNG
di
Nino Greco


Con (in ordine alfabetico): Letizia Tatiana Di Mauro, Alfio Guzzetta, Enrico Pappalardo, Jacopo Raniolo e Liliana Scalia
Con la partecipazione di Luigi Favara (cantastorie)


Regia di Alfio Guzzetta


Sala Magma
Via Adua 3 – Catania

Calendario degli spettacoli:

Febbraio 2016
Sabato 20 (Turno B - ore 21), domenica 21 (Turno C - ore 18.30)
Sabato 27 (Turno D - ore 21), domenica 28 (Turno E - ore 18.30)

Ingresso: €10 – ridotto €7
Validi abbonamenti


Per informazioni:
Centro teatrale e culturale Magma 095 444312 – 3333337848 – 3496093918 – mail@centromagma.it


A cura di:
Centro teatrale e culturale Magma www.centromagma.it

In collaborazione con:
La terra del sole” - soc.coop.va a r.l. www.laterradelsole.it
Terre forti - associazione culturale” www.terreforti.org
Oltre le quinte” onlus

domenica 14 febbraio 2016

LABORATORIO TEATRALE A CATANIA

LABORATORIO TEATRALE
basato su “Il Minotauro” di Friedrich Dürrenmatt
DIZIONE – RECITAZIONE – MIMO – ESPRESSIONE CORPOREA
Info: 0950936000 – 3926141096 – 3496093918 – info@terreforti.org