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domenica 20 marzo 2016

GIORNATA MONDIALE DELLA POESIA: DOMANI DALLE 19 APPUNTAMENTO ALLA SALA MAGMA DI CATANIA


«Nel mondo di oggi ci sono insoddisfatte esigenze estetiche. La poesia può soddisfare questa esigenza […] È un bisogno sociale, che incita i giovani, in particolare, di tornare alle proprie radici, e un mezzo con cui possono guardare in se stessi in un momento in cui il mondo esterno li attira irresistibilmente lontano da se stessi […] Questo cambiamento nella società verso il riconoscimento dei valori ancestrali rappresenta anche un ritorno alla tradizione orale e l'accettazione della parola come strumento di socializzazione e strutturazione dell'individuo […] C'è ancora una tendenza nei media e nell'opinione pubblica a rifiutare di prendere il poeta sul serio. È necessario intervenire per liberare noi stessi al fine di rendere questa immagine una cosa del passato e di dare alla poesia il suo giusto posto nella società».
Recitava così, nel 1999, L'UNESCO nella proclamazione del 21 marzo quale “Giornata Mondiale della Poesia”. Diciassette anni dopo, il quadro appare invariato, con le medesime necessità, urgenze, priorità comunicative, sociali, culturali.
E per fare fronte a queste che da molti anni il collettivo “Bottega della Poesia - Leggiautori” agisce al fine di promuovere, con eventi e pubblicazioni, questa antichissima forma d'arte. Appuntamento fisso, quindi, non può che essere il 21 marzo, con la tredicesima celebrazione etnea della Giornata Mondiale della Poesia che quest'anno, dopo una delle rare “trasferte” come quella del 2015, torna nella propria “casa”: la Sala Magma di via Adua 3 a Catania.
E se l'UNESCO pose l'accento sull'oralità, sarà, come sempre, la formula del “free reading” quella che caratterizzerà la serata di domani, lunedì 21 marzo 2016 dalle 19. Si potrà intervenire leggendo i propri componimenti ed ascoltando quelli degli altri, con ingresso libero.
Il coordinamento è sempre affidato al poeta e paroliere catanese Orazio Indelicato: artista molto acclamato ed apprezzato nonostante il proprio tenace understatement, è stato testimone e coprotagonista delle più importanti lotte culturali e sociopolitiche degli ultimi decenni, fra la natìa Sicilia, la Milano che lo accolse lungamente, e le molte terre raggiunte nelle sue perduranti peregrinazioni.

Per informazioni:

Centro teatrale e culturale Magma 095 444312 – 3333337848 – 3496093918 – mail@centromagma.it

A cura di:
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Bottega della Poesia - Leggiautori
Terre forti - associazione culturale” www.terreforti.org

giovedì 17 marzo 2016

DA DOMANI ALLA SALA MAGMA DI CATANIA UN SEMINARIO ED UN CORSO DI TECNICA CHITARRISTICA CON IL M° MAURO STORTI


Nuovo importante evento per l'attività musicale targata “Fuorischema” alla Sala Magma di Catania. Sotto la direzione artistica del M° Salvatore Daniele Pidone, inizierà domani, venerdì 18 marzo, il corso di Tecnica e Interpretazione Chitarristica tenuto dal M° Mauro Storti, che si concluderà domenica 20. E sarà ancora il M° Storti, sempre domani dalle ore 16.30 in via Adua 3 a Catania, a tenere il seminario, ad ingresso libero, dal titolo “Il metodo mancato – Tarrega, Segovia i segreti della tecnica espressiva”.
Nato a Modena, Mauro Storti è oggi una figura di primo piano nel mondo chitarristico italiano ed europeo. Studioso appassionato di tecnica chitarristica, va svolgendo dal 1966 un lavoro sistematico di aggiornamento della didattica di questo strumento, rimasta per lo più ancorata, soprattutto nei concetti fondamentali, alle opere dei grandi maestri del primo ottocento.
Numerose sono le sue pubblicazioni in Italia e all’estero; in esse i contenuti spaziano da metodi per le scuole medie a lavori in cui è formulato e concretamente esposto un originale quanto efficace metodo di tecnica modulare. Le sue opere sono state pubblicate presso le case editrici Carish, Eco, La Milanese, E. M. Dott. Gallazzi. Senza mai disgiungere l’insegnamento dalla pratica esecutiva, Mauro Storti ha insegnato presso il Conservatorio di Piacenza.

Per informazioni:

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giovedì 10 marzo 2016

DOMANI VENERDÌ 11 MARZO LE ARMONIE DEL DUO AKKORDA ALLA SALA MAGMA DI CATANIA


Interessante novità alla Sala Magma di Catania, che con la rassegna “Fuorischemajazz&more@SalaMagma”, spin off del cartellone “Fuorischema”, sta deliziando il pubblico dell'intima ed esclusiva location di Via Adua 3 a Catania con ottimi appuntamenti jazz e non solo. Domani, venerdì 11 marzo alle 21, è la volta del Duo Akkorda, composto da Gianni Amore alla fisarmonica e Francesca Guccione a voce e violino. Il duo nasce nel 2015 dall’incontro dei due artisti siciliani e unisce al fascino del violino la sensualità della fisarmonica, proponendo due filoni che si orientano, da una parte, agli standard più famosi del jazz e del manouchemanouche con echi di cantautorato italiano e di celebri tanghi argentini; dall’altra, alle sonorità mediterranee, anche attraverso danze e canti delle realtà rurali e contadine. Ne consegue un repertorio che racconta, in maniera personale, la sicilianità senza tempo, con tutti i suoi colori, i suoi profumi e le sue storie.

Questo il profilo dei due musicisti.

Gianni Amore

Nato a Modica nel 1972, ha mosso i primi passi nel mondo della musica, all’età di dieci anni, con lo studio della fisarmonica Nel 1990 decide di intraprendere lo studio del pianoforte e si occupa con zelo e passione alla realizzazione di vari progetti musicali. Dal 2002 suona, come fisarmonicista, con “I Taddariti “, comparendo in dirette televisive locali e nazionali e partecipando al 9° Festival Nazionale di Musica Folk di Malta (2006). Ha preso parte alla realizzazione dei Cd "Gira vota e furria" (2003) e "Comu a Modica nel 1972, ha mosso i primi passi nel mondo della musica all’età di dieci anni, con lo studio della fisarmonica. Nel 1990 decide di intraprendere lo studio del pianoforte e si impegna nella realizzazione di vari progetti musicali. Dal 2002 suona come fisarmonicista con “I taddariti” comparendo in diverse emittenti televisive e partecipando al 9° Festival Nazionale di musica folk di Malta (2006).
Ha preso parte alla realizzazione dei CD “Gira vota e furria” 82003) e “Comu veni si cunta” (2007), apportando un notevole
contributo come esecutore e arrangiatore. Nel 2009 entra a far parte del gruppo “Trinakant”, che si propone di cercare e rielaborare brani di musica ebraica Klezmer; oltre a partecipare a festival e rassegne, i “Trinakant” si esibiscono a Cracovia per la Giornata Mondiale della memoria (2010), ottenendo formali riconoscimenti da parte della Provincia Regionale di Ragusa. Nel 2013 nasce il “Gianni Amore Jazz Trio” (con il quale è stato recentemente alla Sala Magma in occasione del concerto di Giò Galante); ha suonato, tra gli altri, con Francesco Baccini, Mario Arcari ed Ezio Zaccagnini. Alterna l’attività concertistica con quella dell’insegnamento. Attualmente, studia fisarmonica con il maestro Emanuele Rastelli.

Francesca Guccione

Nasce nel 1987, sin da piccola si avvicina alla studio della musica e del violino in particolare. Ha conseguito gli studi accademici presso il conservatorio Vincenzo Bellini di Palermo. Parallelamente all’amore per il repertorio antico e classico, porta avanti con curiosità e passione la ricerca nell’ambito della musica popolare.
Ha collaborato con tanti musicisti specializzati in generi diversi, suonando in diverse manifestazioni culturali all’estero (dal tour di Carlo Muratori a Toronto e a New York, alla biblioteca alessandrina in Egitto, al Linzfest in Austria e al FIMU di Belfort) e in importanti teatri italiani.
Attualmente porta avanti il gruppo 4Shannon, con Francesco Emanuele alla chitarra, Peppe Di Mauro alle percussioni e Gianni Amore alla fisarmonica ed è musicista di diversi progetti artistici: uno tra tutti “Tammurevuci”, spettacolo che propone il repertorio popolare femminile di diverse aree geografiche siciliane (nel 1987, sin da piccola si avvicina allo studio della musica e, in particolare, del violino.
Ha eseguito gli studi accademici presso il conservatorio Vincenzo Bellini di Palermo.
Parallelamente all’amore per il repertorio antico e classico, porta avanti con curiosità e passione la ricerca nell’ambito della musica popolare.
Ha collaborato con tanti musicisti specializzati in generi diversi, suonando in varie manifestazioni culturali anche all’estero (dal tour di Carlo Muratori a Toronto e a New York, alla Biblioteca alessandrina in Egitto, dal Linzfest in Austria al FIMU di Belfort) e in importanti teatri italiani.
Attualmente, porta avanti il gruppo “4Shannon”, con Francesco Emanuele alla chitarra, Peppe Di Mauro alle percussioni e Gianni Amore alla fisarmonica ed è musicista di diversi progetti artistici; con uno di questi, “Tammurevuci”, propone il repertorio popolare femminile di diverse aree geografiche della Sicilia.

Il concerto di domani avrà come prezzo d'ingresso €7.

Per informazioni:

Centro teatrale e culturale Magma 095 444312 – 3333337848 – 3496093918 – mail@centromagma.it

A cura di:
Centro teatrale e culturale Magma www.centromagma.it

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giovedì 3 marzo 2016

“RICORDO DI UN CAMPESIÑO”: PIÙ CHE UN OMAGGIO A CHE GUEVARA DA DOMANI, VENERDÌ 4 MARZO, ALLA SALA MAGMA DI CATANIA


Un lavoro a lungo atteso, quello di Luigi Favara, che si incentra sulla figura di “El Fuser”: Ernesto “Che” Guevara. Ed è con l'anteprima di domani, venerdì 4 marzo, alle 21, che debutterà sulle scene “Ricordo di un campesiño”, con repliche sabato 5 alle 21, domenica 6 alle 18.30, ed ancora sabato 12 alle 21 e domenica 13 alle 18.30. Ricco e qualificato il cast, che annovera Enrico Pappalardo, Francesca Privitera, Giuliana Bella, Valeria Rachele Triolo, Jacopo Raniolo, Angelo Ariosto e Liliana Scalia, con le coreografie curate da Francesca Romana Di Giorgio e a cui daranno corpo Federica Zafarana, Greta Giarrusso e Agnese Privitera. Lo spettacolo, che fa parte della stagione 2015/16 della storica Sala Magma di via Adua 3 a Catania (la stagione proseguirà dal 15 aprile con “Il fruscio del tempo” a cura di Salvo Nicotra, ed infine dal 13 maggio con “La borghese di Orleans” di Alfio Guzzetta), è così raccontato dal suo autore e regista, Luigi Favara:
«Chi ha frequentato casa mia, sa bene che all’interno del salone d’ingresso, ho ricavato un angolo che funge da studiolo e sulla parete di fronte spiccano innumerevoli foto del CHE, le quali, lasciano appena un piccolo spazio alla mia laurea, guarda caso in medicina come la sua!
Certo, qualcuno dei miei vecchi “ex compagni” sostiene che io mi vanto di dormire con le bandiere rosse al capezzale. Vi garantisco che non si sbaglia, perché come diceva Aristotele: “È bennato colui che vive conforme alla virtù: nobile colui che non degenera dalla sua natura”.
Non ho avuto la fortuna di conoscere il CHE, intendo di persona, eppure lo amo tanto come si può amare il padre, la madre oppure i figli!
Molto è stato scritto intorno a questo “guerrigliero”, leader carismatico ed ideologico.
Circa cinquanta anni fa (esattamente il nove ottobre del 2017 compirà mezzo secolo) la vita di Ernesto Guevara de La Serna, conobbe una fine improvvisa ed immeritata nella giungla della Bolivia sudorientale. Nacque così un mito inestinguibile: per una combinazione quasi magica tra figura individuale e spirito dell’epoca, il “CHE” divenne il martire estremo, un modello anche al di fuori delle cerchie che ne condividevano l’ideologia, l’emblema per una generazione che credeva di potere trasformare il mondo (i giovani di ieri) ed anche per coloro i quali, all’ombra di un “mito” credono di migliorare attualmente il mondo (i giovani di oggi).
Ernesto Guevara nasce in una famiglia colta ed anticonformista e cresce in un ambiente dove gli amori giovanili, le sue inquietudini, la sua fondamentale “a-politicità” originaria, sono il non plus ultra, fino a quando però, affronta, a bordo della “Poderosa”, i suoi viaggi “antituristici” per l’America latina in visita a lebbrosi e diseredati, è a questo punto che si riesce a spiegare la sua vera personalità e le sue scelte!
Questo mio modesto lavoro non vuole essere né una beatificazione né un attacco a questa straordinaria figura, ma si prefigge come scopo, quello di comprendere, l’uomo, il figlio, il padre ed anche il guerrigliero!
In esso sono presenti vari momenti artistici che, con notevole rischio nella esecuzione della regia, ho cercato di legare tra loro e cioè: la danza, la cinematografia e la recitazione. Questo per rendere meglio e più efficacemente un quadro della vita di Ernesto Guevara, che difficilmente può compattarsi in un semplice racconto!
Sono fondamentali i filmati (originali) le foto dell’epoca ed alcune sequenze girate dagli attori al di fuori del “palcoscenico” che evocano momenti dei ricordi del “campesino” che altrimenti sarebbero avulsi dalla “fantastica” realtà del diario!
Infine i momenti di danza, corredati da musiche andine, rendono vivaci e contemporanei alcuni momenti dello spettacolo che solo quest’arte sublime può esplicitare con l’armonia dei suoi movimenti. Tutto ciò ci aiuta a capire come, il mito del CHE, abbia potuto superare indenne la crisi delle ideologie e riaffiorare più attuale che mai, diventando figura carismatica ed icona della contestazione anche per gli oppositori delle teorie marxiste.
Tempo fa lessi ai miei figli il “testamento di vita del CHE”. Spero di leggerlo un giorno anche ai miei nipoti. Non per prolungare la mia esistenza terrena, quella è destinata a volgere al termine, ma perché il mondo possa essere più buono. Il CHE avrebbe usato il termine “più giusto”. Nessuna opera, letteraria o meno, valgono più di una vita ben spesa: quella di Ernesto Guevara de La Serna!
Spero, un giorno d’incontrarlo, nella valle di Josafat, dove gli eroi vivono frammisti agli uomini.
Lo riconoscerò subito, per il suo asmatico sigaro e dal suo amore per la mia libertà!».

CENTRO CULTURALE E TEATRALE MAGMA


ASS. OLTRE LE QUINTE

presentano


Ricordo di un campesiño

Due atti di
Luigi Favara


Con:
Enrico Pappalardo - Un campesino
Francesca Privitera - La nonna
Giuliana Bella - Cristina
Valeria Rachele Triolo - Rosita
Jacopo Raniolo - Ernesto Guevara
Angelo Ariosto - Alberto Granado
Liliana Scalia - Celia De La Serna

Corpo di ballo:
Federica Zafarana, Greta Giarrusso e Agnese Privitera
Coreografie di Francesca Romana Di Giorgio

Regia video: Enrico Pappalardo


Regia di Luigi Favara


Luci e suono: Marco Favara
Direttore di scena: Francesco Ranno



Sala Magma
Via Adua 3 – Catania

Calendario degli spettacoli:

Marzo 2016
Anteprima: Venerdì 4 (ore 21)
Sabato 5 (ore 21), domenica 6 (ore 18.30)
Sabato 12 (ore 21), domenica 13 (ore 18.30)

Ingresso: €10 – ridotto €7
Validi abbonamenti


Per informazioni:
Centro teatrale e culturale Magma 095 444312 – 3333337848 – 3496093918 – mail@centromagma.it


A cura di:
Centro teatrale e culturale Magma www.centromagma.it

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La terra del sole” - soc.coop.va a r.l. www.laterradelsole.it
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